Lo stato delle cose

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Il primo giugno ho compiuto trentadue anni. Era anche l’ultimo giorno per il caricamento della mia tesi di dottorato, le date stranamente coincidevano. È (quasi) fatta anche questa, anche se la vita insegna che non bisogna mai cantar vittoria.

Nei mesi passati sono successe poche cose. Non ho nulla da raccontare. Le giornate sono scivolate via silenziosamente davanti alla tastiera del computer senza lasciare traccia. Sono rimasti dei segni solo sul calendario ma adesso non significano più nulla. Resta la tesi certo, ma non è nulla di importante.

I prossimi periodi saranno l’ennesima fase di passaggio verso un poco piacevole non si sa cosa. Il futuro (anche in condizioni migliori) non si può prevedere, ma in questa situazione non si può far altro che vivere alla giornata sperando che una prospettiva salti fuori.

Le scelte sbagliate si pagano care.

[Visto il tono del post, la colonna sonora (IdoliPoslednji dani) non poteva essere che new wave, o meglio, novi val o Hови талас (Novi talas), fate voi. La foto è mia, banalmente si potrebbe intitolare casa nella nebbia. Il titolo del post non c’entra con il bel film di Wenders.]

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42 pensieri su “Lo stato delle cose

  1. Il tempo, spesso, ci ricorda che tutto scorre come certe giornate apparentemente senza un Senso
    Siamo sempre in attesa di quel Cambiamento che sembra non venite mai
    A 32 anni ( Auguroni di <3) si ha il dovere di sognare in grande anche se la vita ( attualmente) non si cura di noi Le scelte sono nostre ma anche di un Destino invisibile e intrigante
    La foto, mi piace,soprattutto perché la nebbia nella campagna è un' immagine che ho sempre amato

    Ti auguro un buon hine settimana di ogni bene, sempre
    Abbraccio
    Mistral

  2. Le scelte non sono mai “sbagliate”, sono scelete, fatte e basta. Mi pare tu abbia raggiunto un bel traguardo, lo dico per la tesi di dottorato e non per l’età che ti vede ancora pivello in confronto a me: adesso vai oltre e godi questa cosa meravigliosa che è la vita!

    Gran bella foto, tra l’altro: ti ho detto che la pellicola in b&n dovrebbe essere il tuo mezzo preferito, e ne sono sempre più cinvinto!

    Un abbraccio

    1. Grazie per essere passato Mau! 🙂 Sul bianco e nero ho seguito il tuo consiglio. Ci sono tre rullini in attesa di sviluppo… Poi troverò un modo per digitalizzare! Un abbraccio

  3. Aspettare che qualcosa accada è la condizione peggiore e migliore con cui vivere il presente. È la speranza di una svolta, è la paura che tutto resti attesa di vivere. È l’immobilità fantastica e spaventosa. È la nebbia umana.

  4. Bella la foto e altrettanto belle le tue parole, anche se poco allegre. Trovo che riflettano l’incertezza caratteristica in cui navighiamo noi di questa generazione benedetta e maledetta dal fato.
    PS auguri di buon compleanno, anche se in ritardo!

    1. Grazie per il passaggio e per gli auguri cara! Già, la nostra è una generazione per certi versi molto fortunata, per altri aspetti no, non possiamo dire di esserlo.
      A presto!

  5. Michele, come sai buttarti giù tu… Ci pensano già gli altri ad abbatterci, non aiutarli. Hai raggiunto due mete importanti: la tesi e i 32. Goditele! Beviti un bel bicchiere di rosso, che virtualmente lo bevo con te. E auguri di cuore

  6. Approdo per la prima volta sul tuo vascello e, da quel che leggo, non mi sembra tu abbia fatto alcuna scelta sbagliata. Seguire le proprie passioni implica coraggio e comporta rischio. Te lo dico da 28enne prof. precaria. Capisco il tuo stato d’animo. Ho sempre tenuto un piede all’università, prima la triennale poi la specialistica, poi i master, poi il tfa per l’abilitazione, mi sembra un modo per crescere e non crescere, al tempo stesso. Ho inseguito il mio sogno, sempre protetta dalle mura universitarie. Poi le prime supplenze, i primi volti dall’altra parte della cattedra e quest’anno l’incarico più lungo, i primi esami da un nuovo punto di vista, le emozioni che arrivano e mi travolgono, mentre penso già che, dopo il 30 di questo mese, sarò di nuovo in bilico, di nuovo con un futuro da inventare in attesa di qualcosa che chissà se arriverà…
    Vorrei farti capire che non sei solo, incarni un po’ noi giovani d’oggi, quelli che pagano la dedizione per un lavoro che li rende orgogliosi, vivi, appassionati ma anche funamboli, tra cielo e terra. Non scoraggiarti. La bellezza sta tutta nel credere in ciò che facciamo.

    ps: auguri, anche se in ritardo. E che nuovi progetti possano profilarsi presto all’orizzonte.

    1. Benvenuta! Ti ringrazio molto per essere passata e per ciò che hai scritto… Di coraggio ce ne vuole molto in questo periodo, ma in qualche modo si farà.
      Buona serata!

  7. Io credo che spesso le scelte sbagliate si rivelino migliori di quelle giuste. Molto in ritardo ma comunque bentornato e molti auguri, soprattutto di ritrovare la fiducia nelle decisioni che hai preso e che dovrai ancora prendere

  8. Io non farei un dramma né per i 32 anni né per la tesi di dottorato e, ancora meno, per il tempo trascorso e quello che rimane. Questo è il tuo tempo, caro Michele! Non lasciare che passi senza lasciare segni o pensando che possa non lasciarne: a 30 anni ci si sente vecchi, a 40 si pensa ai 30 come ad un tempo in cui tutto era ancora possibile. E, se ci credi, tutto è ancora possibile.
    Buona vita a te: che sia una vita piena, come può esserlo un foglio su cui quei tasti hanno battuto, e batteranno, emozioni, e immagini, e speranze, che devono rimanere vive e tracciare nuove strade. Un abbraccio

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