Frammenti del cinema che amo (parte II)

P1090609

La prima parte di questo elaborato e faticoso delirio potete trovarla qui. Era un po’ di tempo che attendevo di completare questa seconda (e non ultima) lista di scene/aspetti/personaggi del cinema che amo. Stavolta lo faccio anche per rispondere a tutti i gentilissimi inviti fatti da altri blogger che avevano già compilato elenchi di film (anche se questo non è alfabetico!). Ringrazio per l’invito EdFelson e 3…2…1…clic! (sperando di non dimenticare qualcuno).

Riprendo dal numero ventisei. Come la scorsa volta, mi sono aiutato per date e paesi con Il Mereghetti. Dizionario dei film 2014 curato da Paolo Mereghetti.

#Ventisei – L’esplosione della villa nel deserto (ripresa con 17 macchine da presa) e, in sottofondo, Come in Number 51, Your Time Is Up dei Pink Floyd (Zabriskie Point, Michelangelo Antonioni, Italia/Usa, 1970).

#Ventisette – La storia di Enea, un ragazzo disabile alla ricerca dell’amore (The special need, Carlo Zoratti, Germania/Italia/Austria, 2014).

#Ventotto – Nanni Moretti seduto su un pavimento completamente ricoperto di ritagli di giornale (Aprile, Nanni Moretti, Italia, 1998).

#Ventinove – Alex che sfreccia a bordo del suo Simson Schwalbe giallo nel cuore di una Berlino appena riunificata. I cetrioli Spreewald, la Trabant e un’Ostalgie dal sapore amaro (Goodbye Lenin!, Wolfgang Becker, Germania, 2003).

#Trenta – I veleni e le liti di una famiglia come le altre durante le feste di Natale nella ridente Sulmona di fine anni Ottanta (Parenti serpenti, Mario Monicelli, Italia, 1992).

#Trentuno – Un trattore, paracadutato da un aereo americano, scende lentamente giù dal cielo e arriva ad una famiglia di contadini poveri. Emblema favoloso degli aiuti del Piano Marshall nella miseria nera della Spagna franchista (Benvenuto, Mister Marshall!, Luis Garcìa Berlanga, Spagna, 1953).

#Trentadue – Le vite di tre donne e la difficile battaglia del movimento femminista nell’Italia degli anni Settanta (Vogliamo anche le rose, Alina Marazzi, Italia/Svizzera, 2007).

#Trentatré – Rodolfo (Matti Pellonpää), pittore albanese squattrinato e clandestino in una Parigi favolosa (Vita da Bohème, Aki Kaurismäki, Finlandia/Francia/Rft/Svezia, 1992).

#Trentaquattro – Ida Dalser, aggrappata alle sbarre di una finestra del manicomio, guarda la neve di uno dei suoi ultimi inverni (Vincere, Marco Bellocchio, Italia/Francia, 2009).

#Trentacinque – Il sangue di una generazione inutilmente immolata nelle trincee (Uomini contro, Francesco Rosi, Italia, 1970).

#Trentasei – L’Italia verminosa, corrotta e viscida della fine degli anni Ottanta (Il Portaborse, Daniele Luchetti, Italia, 1991).

#Trentasette – Bob e Tommy corrono a perdifiato tentando di rubare una pecora: storie di ordinaria sopravvivenza della working class di Manchester (Piovono Pietre, Ken Loach, Gran Bretagna, 1993).

#Trentotto – Elisabeth e Alma. Tanta, troppa bellezza in un solo film (Persona, Ingmar Bergman, Svezia, 1966).

#Trentanove – La generosa e commovente tenacia di John May: un uomo solo contro l’oblio (Still life, Uberto Pasolini, Gran Bretagna/Italia, 2012).

#Quaranta – Vecchi e giovani ubriaconi cantano allegramente in una cantina persa nelle campagne del goriziano (Zoran, il mio nipote scemo, Matteo Oleotto, Italia/Slovenia, 2013).

#Quarantuno – Helsinki, 12 giugno 1993. I Leningrad Cowboys danno vita ad un concerto spettacolare con il Coro dell’Armata Rossa (Total Balalaika Show, Aki Kaurismäki, Finlandia, 1993).

#Quarantadue – Gianni, l’uomo in frac, s’immerge lentamente nelle acque della Trebbia (Sorelle mai, Marco Bellocchio, Italia, 2010).

#Quarantatré – La paura e l’angoscia viste da una finestra (La finestra sul cortile, Alfred Hitchcock, Usa, 1954).

#Quarantaquattro – I discorsi “sovversivi” del vice-commissario Mercuri, poliziotto democratico (Milano Calibro 9, Fernando Di Leo, Italia, 1972).

#Quarantacinque – Un carro armato israeliano fermo in un enorme campo di girasoli durante la guerra del Libano (Lebanon, Samuel Maoz, Israele/Francia/Germania/Libano, 2009).

#Quarantasei – Un’amara riflessione sul fine vita, sulla morte e sul nuovo inizio che non ci sarà (Le invasioni barbariche, Denys Arcand, Canada/Francia, 2003).

#Quarantasette – Finn Malgrem, Adalberto Mariano e Filippo Zappi tentano una disperata marcia sui ghiacci dopo l’incidente del dirigibile Italia (La tenda rossa, Michail K. Kalatozov, Italia/URSS, 1969).

#Quarantotto – Lo sguardo fiero di Mario Musolesi “Lupo”, partigiano senza partito (L’uomo che verrà, Giorgio Diritti, Italia, 2009).

#Quarantanove – Una giovane donna – cecchino vietcong – tiene in scacco un’intera squadra di soldati americani (Full Metal Jacket, Stanley Kubrick, Usa, 1987).

#Cinquanta – La gioia di vedere, finalmente, il mare (I quattrocento colpi, François Truffaut, Francia, 1959).

Continua…

[La foto l’ho scattata vicino casa un paio di mesi fa. Tra qualche giorno scenderò in Molise. A casa mia l’adsl non c’è, pertanto sarò molto meno presente del solito. Niente ferie insomma, passerò l’agosto in campagna come negli ultimi trent’anni. Porto con me un paio di pellicole nuove di zecca (voglio riprendere in mano le reflex) e le macchine digitali sperando di riuscire almeno a fare qualche foto. Ma le promesse che faccio a me stesso prima dell’estate, in genere, non vengono mai mantenute. Non prendete troppo sole, voi che potete. Buone vacanze.]

Annunci

20 pensieri su “Frammenti del cinema che amo (parte II)

  1. Anche qui, come nella prima lista, un sacco d film che ho adorato … in settimana dovevo vedere Uomini contro di Rosi, ma la pioggia mi ha fermato, mannaggia!

    1. A quanto pare Rosi ti piace parecchio! 🙂
      Ti consiglio di guardare (ma sicuramente l’hai già visto) anche il suo Cristo si è fermato ad Eboli… Molto ben fatto.
      Grazie per essere passato!

      1. In vertià quello mi manca … comunque, tra i tuoi citati adoro Ken Loach, Aki Kaurismäki, Marco Bellocchio, Mario Monicelli, Kubrick e Truffaut …
        Tra i più “giovani” Uberto Pasolini, Matteo Oleotto, Giorgio Diritti.

      2. Mi pare si vada parecchio d’accordo. Loach e Kaurismäki sono i miei preferiti ma anche gli altri meritano molta attenzione!
        Ciao Ally!

  2. mi piace la luce di questa foto 🙂
    non ho mai fatto un lista dei film che mi piacciono, sicuramente adoro il cinema francese, anche attuale, ha un quid in più, poi adoro Monicelli e Rosi, ma questo è quasi scontato, penso.
    Sai che l’ Ungheria, quella rurale, sembra Molise?
    Piu paesi vedo dell’ ex URSS e più mi convinco che non stavano tanto male.
    scusa la confusione, sono un po’ felice 😉
    ciao a presto.

    1. Grazie per essere passata… Monicelli e Rosi non sono scontati, purtroppo non piacciono a tutti!
      🙂 Questa somiglianza tra l’Ungheria rurale e il Molise mi sorprende…
      Ciao!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...