Strade

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In questi giorni la città è invivibile. Più che i turisti, presenza abituale in tutta la bella stagione, il problema sono gli autoctoni in costante febbre da cavallo. Ho risolto la questione diminuendo al massimo le uscite, infondo ho tanto lavoro da sbrigare. Mi basta fare una camminata per svuotare la testa a fine giornata.

Esco di casa poco prima del tramonto e scendo a piedi verso una zona periferica non lontana. È un luogo di passaggio dove ho vissuto molti anni della mia vita studentesca.

Vista da lì la città sembra un’altra, una qualsiasi. La vita ruota intorno ad un lungo stradone trafficato che corre da un capo all’altro della città e sfiora il centro su un lato, senza avvicinarsi troppo alle mura.

Sui margini di questa strada si alternano, in ordine sparso, poche abitazioni, il deposito degli autobus, una fabbrica di lavatrici, un locale dove fanno lap dance, un supermercato, un discount, una macelleria, una pasticceria, negozi di tutti i tipi, autofficine, benzinai e bar.

Quando già non abitavo più da queste parti, hanno aperto una nuova strada, parallela al viale descritto. È una banale traversa di servizio, costruita esclusivamente per collegare un supermercato ed un grande negozio di articoli per la casa.

L’hanno chiamata via dei ricercatori.

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[Superato lo stradone, e la ferrovia che corre parallelamente, ci si trova in aperta campagna. È lì che vado a cacciar via i pensieri, non in mezzo alle auto. La foto all’inizio del post l’ho fatta sotto un cavalcavia ferroviario nella zona che vi ho descritto. È uno dei primi scatti con la Leica D-Lux3 che Maurizio (qui trovate il suo blog) mi ha gentilmente spedito grazie ad uno scambio wine for photo. Nella foto in basso potete  invece “ammirare” l’imbocco di via dei ricercatori.]

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17 pensieri su “Strade

  1. Avete una via dedicata? Perché noi no? Forse è meglio che non mi rispondo…
    E vai mai tra le crete a cacciar via i pensieri? Io al massimo potrei tuffarmi nella brughiera, che tuttavia ha un suo fascino.

    1. Io non sono ancora un ricercatore. Chissà se lo sarò mai. Singolare che abbiano dedicato alla ricerca un’insignificante traversa di periferia…
      Ogni tanto vado anche tra le crete. Ma ormai l’omologazione del paesaggio ha raggiunto livelli assurdi. Cipressi, cipressi ovunque.
      Ciao!

      1. ricordo che una volta mi sono imbattuta nei famosi quattro cipressi delle cartoline, quelli fotografati in tutte le stagioni. Erano proprio loro, con tanto di recinto che non lasciava adito a dubbi… Ci ero rimasta male a vedere che li avevano piantati praticamente apposta…
        Buon pomeriggio 🙂

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