La stagione

 

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«A la stagion(e)» dicono da noi i vecchi parlando dell’estate passata, o di quella che ha da venire.

L’estate è la stagione per eccellenza, quella in cui si lavora di più, quella in cui si raccoglie il frutto del lavoro di un anno, quella in cui si produce e si ammassa per l’inverno che immancabilmente calerà giù dalle montagne.

Finora le stagioni della nostra vita sono passate così, in un’unica corsa che inizia con il primo taglio del fieno e finisce con il mais (prima il trinciato e poi, più tardi, la trebbiatura).

Ma noi giovani siamo fortunati perché il resto dell’anno abbiamo una vita altrove.

Bisognerebbe chiedere a mia nonna (in foto) cosa ne è stato delle sue stagioni. Contadina figlia di contadini, 87 anni, orfana di padre sin da giovanissima, vedova a 53 anni ed una vita intera passata nei campi e nelle stalle. Potremmo chiedere la stessa cosa anche a mio padre e la risposta sarebbe identica. Per lui, per nonna, per tutti.

Le stagioni le ha rubate la terra, la stessa che un giorno ci reclamerà.

 

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4 pensieri su “La stagione

  1. Meravigliosa questa foto di nonna Peppa. Va fatto tesoro dei suoi racconti sul passato, sulle passeggiate notturne nei campi per andare a vedere una delle prime tv dai vicini, sulle feste di paese dopo la giornata di lavoro. Per lei sì che non c’era scelta…

    Sembra quasi un personaggio della famiglia Simon di Heimat ma a Santa Margherita, non nell’Hunsrück! 🙂

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